Difterite

LA MALATTIA Grazie alla vaccinazione, la difterite può considerarsi scomparsa nel nostro Paese. Nell'era prevaccinica la difterite era una malattia molto frequente: dall'inizio del secolo al 1940 venivano segnalati fra i bambini 20-30.000 casi per anno con circa 1500 decessi. I casi di malattia si sono ridotti, fino a scomparire quasi del tutto alla fine degli anni '70, dopo che la vaccinazione antidifterica è stata praticata in forma estensiva in associazione con quella antitetanica. La difterite è un'infezione localizzata delle membrane mucose o della cute dovuta al Corynebacterium diphtheriae, di cui molti ceppi formano la tossina difterica, una proteina che è responsabile di effetti tossici su molti organi e apparati.
La difterite è una grave malattia infettiva causata dall’azione della tossina prodotta da batteri che si trasmettono per via aerea. Solitamente la difterite inizia con mal di gola, febbre moderata, tumefazione del collo.Molto spesso i batteri della difterite si moltiplicano nella gola (faringe) dove si viene a formare una membrana di colore grigiastro che può soffocare la persona colpita dalla malattia. A volte queste membrane si possono formare anche nel naso, sulla pelle o in altre parti del corpo. La tossina difterica, diffondendosi tramite la circolazione sanguigna, può causare paralisi muscolari, lesioni a carico del muscolo cardiaco con insufficienza cardiaca, lesioni renali, fino a provocare la morte della persona colpita. La letalità è di circa il 5-10% ma in molti casi, nei sopravvissuti, permangono danni permanenti a carico di cuore, reni, sistema nervoso.
LA VACCINAZIONE La vaccinazione, offerta gratuitamente a tutti nuovi nati, viene effettuata per via intramuscolare in 4 sedute e poi ad intervalli regolari di dieci anni; gli intervalli tra una somministrazione e l’altra sono stabiliti dal Calendario Vaccinale.
La somministrazione del vaccino contro la difterite e il tetano avviene di regola, per comodità d'uso, in concomitanza con altre vaccinazioni.
Il vaccino antidifterico è costituito da anatossina difterica, ossia una tossina resa innocua grazie a procedimenti biochimici che mantengono intatta la capacità di stimolare la produzione di anticorpi protettivi.
Come per quasi tutti i vaccini inattivati e le anatossine, anche la risposta immunologica all'anatossina difterica richiede più di una dose per conferire protezione e per indurre una memoria immunologica sufficientemente lunga.
In Italia non esiste in commercio un vaccino composto unicamente da anatossina difterica: i preparati sono tutti composti dall'associazione dell'anatossina difterica con l'anatossina tetanica e con il vaccino acellulare contro la pertosse (DTaP) e con altri tipi di vaccini (con IPV, con vaccino contro Hib e con vaccino contro l’epatite B).

La vaccinazione antidifterica nell’adulto è altrettanto importante; infatti è ben noto il declino della risposta anticorpale a distanza di decenni dalla vaccinazione primaria.
La vaccinazione contro la difterite è raccomandata e offerta gratuitamente a tutti gli adulti.
Oggi viene utilizzato un vaccino che contiene una quantità ridotta di anatossina difterica Td, un quinto della dose utilizzata per la vaccinazione primaria nei primi anni di vita, ma comunque in grado di produrre una risposta anticorpale di buon livello. La riduzione della quantità di anatossina difterica minimizza infatti la reattività del vaccino, ma nello stesso tempo è sufficiente per determinare una soddisfacente produzione di anticorpi sia in persone vaccinate in precedenza sia nei non vaccinati.
CONTROINDICAZIONI
E PRECAUZIONI 
Controindicazioni specifiche DTaP:
  • encefalopatia, entro 7 giorni dalla somministrazione di una dose
  • malattie neurologiche non stabilizzate
  • grave reazione allergica a una precedente dose di vaccino o a un suo componente 
Precauzioni specifiche DTaP:
  • febbre entro 48 ore da una precedente dose
  • episodio di ipotonia e iporesponsività entro 48 ore dalla precedente dose
  • convulsioni entro 3 giorni da una precedente dose
  • pianto persistente ed inconsolabile per 3 ore o più entro 48 ore dalla precedente dose
  • sindrome di Guillain-Barré 

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